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L’ ispirazione

laviaacquea
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Ricordo che, prima ancora di scrivere il mio ” In acqua si fanno i ruzzoloni?”, mi è capitato di assistere da bordo vasca ad una curiosa scenetta che mi ha colpito in modo così particolare da rappresentare il cuore del libro che ho poi composto.

Lo spazio è quello della vasca media, la profondità è quella del mio petto di persona medio- piccola.Le protagoniste sono una mamma e le sue bimbe, la prima in età scolare ed autonoma nel suo muoversi in acqua, l’ altra, invece, di sicuro sotto i tre. Quest’ ultima, slanciandosi dalla mamma eseguiva dei piccoli percorsi in apnea che la riportavano al punto di partenza. Ogni tentativo da parte della mamma di indirizzarla verso la parete non produceva alcun risultato: la sua esplorazione non teneva in assoluto conto la breve distanza lineare che la separava dal bordo vasca vicino. Questa bambina si muoveva in uno spazio tempo in cui la madre era il centro affettivo da cui separarsi e a cui tornare .

Mi sono domandato e  mi son chiesto: “Perchè?”,

poi la risposta l’ ho trovata , ora la so:

per quella bimba cara

solo una via aveva un senso,

 l’ altra proprio no.

Le cose buone sono come i pensieri buoni,

lasciano impronte chiare e mettono radici.

Loro non abitano le scatole pulite delle risposte pronte,

ma respirano lente come il pane che lievita bene.nell'acqua si fanno i ruzzoloni?

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