• paolopaso56@tiscali.it

Schizzi da bordo vasca.

laviaacquea
0 comments
Blog

Questo titolo,

se sta davanti,

una ragione certo ce l’ ha,

si sente un tipo

davvero importante,

perchè, come il gallo,

dà sempre il là.

A dire il vero quasi lo cambio, quell’arrogante: che ne dite di“ Memorie dal bordo vasca”? Mmm…. Troppo alla Silvio Pellico, quello delle sue prigioni, che non è certo la mia intenzione affrontare.

Che ne pensate, invece, di “ Le cronache dal bordo vasca? Doppio Mmm…. Ma pure se lo chiamassi“ I link da bordo vasca”, mi risuonerebbe sconnesso, anaffettivo… Sarà meglio che mi tengo caro ancora lo s-ciak dell’ inizio.

Se tu mi domandi il perchè queste note provengano proprio da lì, ti rispondo: “oh bella! perchè io trascorro, da omino in ammollo, parte del tempo, dentro- fuori di questa vasca di questa piscina qui, dove mi prendo cura di girini con rospe annesse.

Fossi stato un giardiniere

avrei potuto raccogliere

altri frutti sostanziosi,

interrati o terrosi,

ma qui dove sto,

tra palle,imbuti e pescioni

ingombranti ( e saccenti),

c’è sempre quest’ acqua,tanta ,

che av-volge ammaliante

respiro, tatto e sguardo

ad ogni ranocchia

che passa di lì;

come a loro,

e pure a me che

prendo gli spunti

e traccio la scia

di questi ri- tratti scritti.

Una storia su due piedi,

per stare un po’ su,
di certo ha bisogno di un capo ed una coda,
ma poi anche di un’ anima
in un corpo desiderante: un imbuto stretto tra le gambe di Enrico
si trasforma,così,nel suo buffo costume nuovo: una pallina gialla fa diventare grande la farfallina di una Giorgia contenta.
Uno schizzo già bello sfornato e pronto all’ uso, è quello di Francesco, un bimbo di 8 anni. Un giorno, in piscina piccola mi dice, trionfante: “ quando nuoto veloce spavento i bambini!; e al mio perchè risponde: “ Perchè faccio lo squalo!”. Ma che succederebbe quel giorno,mi chiedo,che lui decidesse di rallentare? Credo sarebbe l’ inizio per un buona storia da raccontare. Il secondo schizzo,invece,è tratteggiato da Andrea, di anni 3 quasi, che un giorno ,nel gioco, chiede alla mamma di fare la strega e la puntata dopo al papà di fare lo squalo. La trama possibile si inabissa con la domanda:” Perchè la bimba di sopra ha bisogno di incollare, sulle facce di mamma e papà, le figure di mostri e creature malvage?”. Forse, (immagino io),lei ha solo bisogno di fare i conti con loro. Mi auguro che ci sarà sempre un posto speciale nel suo cuore per una strega giocosa ed una bocca di squalo aperta anche ad un sorriso rassicurante. Nel suo gioco simbolico a casa Alfredino, più o meno duenne, telefona alla piscina e vuole parlare con me, il Paolo; mentre Michele, un bimbo più grande ma di poche parole, chiama davvero la segreteria perchè vuole prendere lezioni di nuoto con me che mi ha visto sul sito e gli sono piaciuto. Franco, 5 anni, un pomeriggio mi ha spiegato che lui, in piscina, ora nuota diritto, non come quando era piccolo che con me faceva i girotondi! Io di certo non so il perchè Anita, di 2 anni e pacca, si fidi ad appoggiare i piedi sul fondo solo dentro una sagoma tonda, ma so di sicuro che la risposta si raccoglie nel profondo qui ed ora, o nel là e chissà quando. L’ ultimo tratteggio, ha un contorno silenzioso,come lo sguardo di Andrea: lei ha fatto appena i tre, è giunta l’ora ( ma per chi, per il calendario?) di iniziare un corso di acquaticità senza la mamma in acqua e me.Così di punto in bianco, un bel giorno me la ritrovo,con un nuovo maestro, zampettante da sola in vasca piccola: io, da bordo la vasca la chiamo per nome e la saluto.Lei mi guarda solo, sembra quasi non riuscire a mettere a fuoco la mia persona. Per meglio spiegarvi, fino al giovedì prima eravamo insieme fuoco e fiamme,ed ora? Come mai,all’ improvviso siamo così lontani! Qualcuno ci ha avvisato? Chi tra noi che c’ ha ingannato?

 

Read more

Il Conduttore di Energia

laviaacquea
0 comments
Blog

Questo racconto l’ ho scritto ai margini del convegno organizzato dal ” Centro di psicomotricità del bambino” di Pavia dal titolo: ” Come perle di collana: narrazioni come momenti unici del qui ed ora terapeutico.”

“ Il conduttore di energia,ovvero, perche’ una bambina perdona all’ acqua e non ad un pavimento?”

E’ meglio chiarirlo da subito, non esiste una stanza di terapia dove io lavoro con i piccoli 0-36 e i grandi, è solo (coro di voci: “ E ti sembra poco?”) il grande spazio di tre piscine rumorose dove l’ unico vestimento è l’ accappatoio, ma la maggior parte del tempo lo passiamo in mutande. Già la partenza è ridotta all’ osso: i corpi seminudi sono più vicini all’ essere profondo che all’apparire della superficie. E’ il nostro termometro interno più che l’ orologio a misura del nostro tempo immersi dentro. Una delle prime storie racconta di un bagno sacro e di una bussola tenuta dalla mano di una grande madre con in braccio una piccola bimba che non è ancora nata altra. Io non so quando l’ acqua ,che c’era ancora da prima dei prima, abbia iniziato a narrare a quella bimba cullata , e neppure quando quella bimba abbia iniziato a provare affetto per lei ; quelle due si conoscono davvero bene, dai tempi lontani di re Desiderio.. Per questo una bambina può perdonare un ruzzolone all’ acqua e non ad un pavimento, quelle due vanno d’ accordo e sanno rispondersi a tono.
Il qui e ora di un corpo nell’ acqua
è emozione che torna,
tac, con-tatto, calamita:
botta zen di strega
modella pelle di seta
sul corpo più teso
a raccogliere
di un riflesso, il senso.
Mi ri-specchio, mi perdo e poi mi ci ri-trovo,
in questa marea muta,
che si rincorre e richiama.
Quel che è dentro scorre fuori,
questo fuori che torna indietro
farà battere ancora
il cuore di ruggine
di quel gigante?

Read more

I disegni dei bimbi e delle bimbe dell’ asilo di Bornato

laviaacquea
0 comments
Blog

Le autrici e gli autori di queste opere sono bimbe e bimbi di 5 anni: sono gioia per i miei occhi, importanti per me , perché mi rimandano ” le istantanee” della loro esperienza di gruppo nell’ acqua di una piscina con il maestro di nuoto.

Disegno 1: la copertina, una presentazione esauriente.

Qui c’ è proprio tutto, anche il desiderio ; la piscina è descritta proprio bene, con il maestro che attende i bimbi , giocoso e con i piedi che toccano bene il fondo.

Disegno 2

 

Il maestro di nuoto è mezzo di relazione e guida il bambino all’ esplorazione  della piscina: la sua vicinanza lo rassicura a salire su quel grande tappetone arancione…

Read more

Elena

laviaacquea
0 comments
Blog

Dei miei primi incontri con Elena ho già scritto sul blog in ”  Intorno alla relazione”. E’ il secondo anno che ci ritroviamo in piscina, ma già da subito mi ha riconosciuto con piacere.

Read more

La paura, all’incirca

laviaacquea
0 comments
Blog

C’ è una parola che sento ripetuta molto spesso dalle mamme che parlano di un atteggiamento di paura dei propri figli nei confronti dell’ acqua.
La parola paura viene nominata generalmente in piscina quando il bambino ci finisce sotto per una “ caduta” casuale, un ruzzolone come lo chiamo , oppure anche quando gli viene lasciata provare l’ immersione. Il fatto che mi stranisce è che, poi, quando questi bimbi me li ritrovo davanti,non riesco a cogliere nei loro agiti in acqua, alcuna traccia di strizza; in alcuni colgo magari “regressioni”, ma le vedo come una normale tappa nel processo di individuazione, di rielaborazione del proprio stare in acqua con noi.
Perchè a volte i grandi appiccicano sugli altri i propri stati d’ animo, le proprie emozioni?

Read more

I disegni dell’ acqua della ” Vittoria”

laviaacquea
0 comments
Blog

 I disegni della scuola materna ” Vittoria” di Provaglio d’ Iseo appartengono alle bambine ed ai bambini di tre- quattroanni  che hanno frequentato un corso di acquaticità nella primavera 2016 presso la piscina ” Acquarè” di Provaglio.

Bisogna avvicinarsi ai disegni dei bimbi silenziosi ed in punta di piedi. Mi piace pensare, ma mi potrei anche sbagliare, che i disegni dell’ acqua nascano prima dei pensieri sull’ acqua: di certo i primi sono già belli in carne quando i secondi devono ancora farsi corpo: le emozioni, ora, le puoi esprimere anche con le setole dure di un pennarello.

Read more

L’ ispirazione

laviaacquea
0 comments
Blog

Ricordo che, prima ancora di scrivere il mio ” In acqua si fanno i ruzzoloni?”, mi è capitato di assistere da bordo vasca ad una curiosa scenetta che mi ha colpito in modo così particolare da rappresentare il cuore del libro che ho poi composto.

Lo spazio è quello della vasca media, la profondità è quella del mio petto di persona medio- piccola.Le protagoniste sono una mamma e le sue bimbe, la prima in età scolare ed autonoma nel suo muoversi in acqua, l’ altra, invece, di sicuro sotto i tre. Quest’ ultima, slanciandosi dalla mamma eseguiva dei piccoli percorsi in apnea che la riportavano al punto di partenza. Ogni tentativo da parte della mamma di indirizzarla verso la parete non produceva alcun risultato: la sua esplorazione non teneva in assoluto conto la breve distanza lineare che la separava dal bordo vasca vicino. Questa bambina si muoveva in uno spazio tempo in cui la madre era il centro affettivo da cui separarsi e a cui tornare .

Mi sono domandato e  mi son chiesto: “Perchè?”,

poi la risposta l’ ho trovata , ora la so:

per quella bimba cara

solo una via aveva un senso,

 l’ altra proprio no.

Le cose buone sono come i pensieri buoni,

lasciano impronte chiare e mettono radici.

Loro non abitano le scatole pulite delle risposte pronte,

ma respirano lente come il pane che lievita bene.nell'acqua si fanno i ruzzoloni?

Read more

Le due immagini

laviaacquea
0 comments
Blog

Colgo l’ occasione di fare un omaggio a due delle più belle foto scattate  da Elio Urso.

La prima l’ ho chiamata ” Uno sguardo di cuore”

P3030073 (FILEminimizer)

La seconda, invece l’ho chiamata: ” Un mondo sottosopra”.

P1150022 (2) (FILEminimizer)

Read more

Il dono di Davide

laviaacquea
0 comments
Blog

Il disegno mi aveva colpito subito, da lontano ho scorto quelle due figure  gentili ,una piccola, l’ altra più grande, dalle grosse pinne anfibie e dalle   dita aperte ed emozionate, spalancate  ad abbracciare il mondo. L’ acqua è la cornice vitale e pure il fondo su cui appoggiano quei due, sicuri sugli zatteroni tentacolari: i sensi sono vivi: anche le orecchie sono grandi, gli occhi aperti. Il racconto che , poi, mi ha fatto Mattia, riportato dalla madre di Davide, dà un significato simbolico compiuto a questo disegno. Nella mia descrizione d’ inizio, infatti, manca un particolare davvero importante, la presenza  di un cerchietto giallo tra le mani dei due personaggi. La storia è questa:

Read more

Il lasciare fare

laviaacquea
0 comments
Blog

Devo dirvi, con tutta onestà, che la stesura di questo pezzo è stata realmente faticosa: penso che se voi leggerete con attenzione quello che scrivo sotto, capirete  come una libera esplorazione del mondo acqueo da parte del bambino sia alla base del mio metodo di lavoro.

 

Read more